Il culto: origini e diffusione
Il più celebre si praticava a Epidauro in Argolide. A questo Dio erano consacrati serpenti e draghi e spesso lo si adorava anche in figura di detti rettili. Sappiamo che Socrate subito prima di morire, gli sacrificò un gallo; altri animali abitualmente a lui sacrificati erano corvi e capre.
Pausania riferisce che ad Epidauro si allevavano delle bisce a lui consacrate c che il tempi a lui ivi consacrato ospitava una statua della madre Coronide.
Era in origine un culto eroico della Tessaglia: l'Iliade cita Podalirio col fratello Macaone come figli di Asclepio; nella fattispecie Podalirio è detto signore di Trikka. È da rimarcare però che nella tradizione omerica solo l'arte della medicina esercitata da Macaone riconnette Asclepio con i tipi che poi gli saranno propri successivamente. Il santuario di Delfi contribuì non poco a formare la sua figura e a trasformarlo nel figlio di Apollo e a forgiarne la saga che sarà poi alla base del suo culto ad Epidauro come nipote di Phlegias.
Epidauro ne divenne dalla fine del VI secolo a.C. la base principale del culto, tanto da mettere in secondo piano anche Trikka. Da li il culto si diffonde per via marittima: ad Atene il culto penetra lentamente con carattere privato, poi, intorno al 417, viene incluso nei misteri eleusini.
Da Atene si diffonde nelle isole dell’Egeo e da Rodi si porta, forse al principio del IV secolo, in Asia Minore.

