L’Asclepieion di Roma: l'isola Tiberina

Roma, l'isola Tiberina. Incisione del Piranesi

Nel 291 a. C. per debellare la peste del 293 a.C. venne portato a Roma da Epidauro il sacro serpente di Asclepio; questi, approdata la nave, saltò fuori bordo e risalì le sponde del Tevere dal Porto Tiberino, Navalia Inferiora fino all'isola Tiberina per scomparire nella sua estremità settentrionale: il luogo dove verrà poi edificato il santuario.

La sistemazione monumentale è da collocarsi probabilmente nel 289 a. C.: l’isola fu ridisegnata in maniera tale da assumere una forma di nave proprio per commemorare il mezzo con cui era giunto a Roma il sacro serpente di Eusculapio. Al centro dell’isola pare fosse posto un obelisco a guisa di albero maestro.

L'officiatura era in lingua creca; e il rito caratteristico che vi si praticava era quello dell'incubazione, ossia del dormire sdraiato sotto i portici aspettando il sogno rivelatore del dio. I sacerdoti addetti al santuario erano in possesso di ricette empiriche a base di cenere, miele, vino e sangue di gallo bianco.

Al santuario era annesso il primo ospedale di Roma, la cui attività continua ancora ai nostri giorni.