Gli Asclepiei

Medaglione di Antonino Pio

Sono i santuari dedicati ad Asclepio. Di norma si svilupparono intorno a fonti o a boschi sacri con forma di semplici altari votivi o recinti sacri assumendo a volte, con il tempo e in base alla ricchezza del luogo che li ospitava, aspetto monumentale.

Gli Asclepiei con i complessi monumentali di maggior ricchezza, opulenza e complessità di cui noi siamo a conoscenza sono senza dubbio quelli di Atene, Epidauro, Coo e Roma. In tutti questi casi il nucleo originario si trasformò nel sancta sanctorum di una struttura ben più complessa composta da uno o più templi, dedicati oltre ad Asclepio alle divinità satelliti o coadiuvanti, porticati, ostelli, ospedali e tutti quegli edifici necessari al funzionamento di un santuario ed al mantenimento del suo clero e personale.

I malati si presentavano come supplici alle porte del santuario, venivano valutati dai sacerdoti o dal neocoro e, se reputati degni, ammessi all’interno. In questa prima fase presumibilmente si versava un obolo per le cure che ci si apprestava a ricevere.

Dopo tre giorni passati nell’ospedale sottoposti a lavacri e digiuni rituali, il supplice sacrificava ad Asclepio: azione questa necessaria per poter essere ammessi nell’abaton, luogo in cui si passava la notte giacendo sulla pelle della vittima sacrificale.

Durante la notte Asclepio sarebbe apparso in sogno al supplice. È plausibile credere che lo stato d’animo di una persona gia in condizioni di debolezza per la malattia, lasciata per tre giorni a digiuno e costretta a dormire all’agghiaccio, spesso sulla nuda terra o tutto al più su di una panca di marmo, con unica coperta la pelle dell’animale appena sacrificato fossero un ottimo propedeutico alla manifestazione di sogni e visioni oniriche in genere.

I sacerdoti, il mattino successivo, interpretavano il sogno e stabilivano la diagnosi della malattia del supplice e comunicavano la ricetta per la guarigione.

Qualora la guarigione fosse sopraggiunta realmente il supplice riconoscente non tardava a lasciare incise su marmo la storia del miracolo appena conclusosi contribuendo ad aumentare l’aurea di sacralità che circondava il santuario.